Torna anche quest’anno per lo spumante berico-scaligere un forte richiamo al mondo dell’arte con lo scultore Giuliano Negretto. Si parlerà poi di territorio con l’inedito Cammino dei Sette Vulcani e naturalmente tanta convivialità con degustazioni e abbinamenti per far meglio conoscere agli appassionati l’anima vulcanica del Lessini Durello.

Natura, arte, bollicine. Con queste tre parole il Consorzio tutela Vini Lessini Durello si presenta al prossimo Vinitaly in scena a Verona dal 14 al 17 aprile.
Lo spumante da vitigno autoctono, prodotto sui Monti Lessini, al confine tra la provincia di Verona e quella di Vicenza, scegli un approccio conviviale per invitare appassionati e curiosi a scoprire queste bollicine sapide e fresche, proprio nella zona di produzione.
Per cogliere infatti un vino nella sua totalità è prima di tutto indispensabile capire dove viene prodotto. Ecco quindi l’importanza del terroir, quell’insieme unico e distintivo fatto di clima, suolo e mano esperta dell’uomo, che rende non clonabile il vino.
Si parlerà quindi del Cammino dei Sette Vulcani, alla scoperta dell’anima più vera e ancora poco conosciuta del comprensorio berico-scaligero; si proseguirà poi con l’arte e la scultura ispirate ai paesaggi agricoli dove viene coltivata l’uva Durella, ed infine si darà ampio spazio alla convivialità, indispensabile quando si parla di vino.

«Quello di quest’anno – spiega Diletta Tonello, Presidente del Consorzio del Lessini Durello – sarà un Vinitaly molto ricco di contenuti, pensato proprio per raggiungere prima di tutto gli appassionati in maniera informale e diretta. Presenteremo prima di tutto la nostra zona di produzione come un territorio da vivere, a cominciare proprio dal Cammino dei sette vulcani:
itinerari alla portata di tutti per cogliere scorci inediti di queste colline. E poi torneremo a parlare di arte con lo scultore Giuliano Negretto, perché siamo convinti che le nostre bollicine siano perfette per brindare alla bellezza. E infine non mancheranno momenti dedicati ad accrescere la conoscenza del Lesini Durello, abbinate alle tipicità della cucina veronese e vicentina».

Domenica 14 aprile – ore 16.00 – pad 5 G4/7
Il Lessini Durello e il Cammino dei Sette Vulcani

Il Cammino dei Sette Vulcani – 6 tappe, 95 km, 3 vallate, 6 comuni – si snoda dalla Val di Chiampo alla Val d’Alpone, fino alla Val d’Illasi.
Quello dei Sette Vulcani è un itinerario stupendo, segnato anche grazie ai moderni tracciamenti con GPS, che si dipana tra strade secondarie, mulattiere e sentieri.
E’ un’occasione per immergersi in luoghi geologicamente affascinanti ai piedi di vulcani spenti che dominano le valli: i monti Calvarina, Madarosa, Guarda, Purga di Bolca, Purga di Durlo, Belloca e, a chiusura del bellissimo anello, i basalti colonnari in centro al Paese di San Giovanni Ilarione.
«Quanti sceglieranno questa esperienza – evidenzia Diletta Tonello, presidente del Consorzio Tutela Vini del Lessino Durello – rimarranno stupiti dai paesaggi che si possono cogliere dalla cima dei nostri monti, percorrendo un viaggio a ritroso tra contrade semi abbandonate, antiche fonti, testimonianze di una vita contadina oramai perduta nel tempo! Sarà infatti possibile ripercorrere tratti che hanno fatto da sfondo a fatti storici dell’ultima guerra, per venire poi catapultati nel mondo dei pesci fossili in un viaggio nel tempo di cinquanta milioni d’anni e ammirare, successivamente, le sculture religiose e le colonne dedicate alla natività, scolpite dal 1600».
Presentano il Commino dei sette Vulcani Giamberto Bochese, Presidente Strada del vino Lessini Durello e Giovanni Confente, guida turistica.


Le tappe
Le sei tappe sono: Da San Giovanni Ilarione a Vestenanova; la Vestenanova a Bolca; da Bolca a Durlo di Crespadoro; da Durlo di Crespadoro a Campofontana; da Campofontana a Ca’ del Diaolo; da Ca’ del Diaolo a San Giovanni Ilarione.
Le tappe giungono sempre in paesi abitati dove è possibile trovare posto per dormire e luoghi per mangiare o approvvigionarsi di cibo e acqua. La distanza da qualsiasi centro abitato non è mai superiore ad un’ora e mezza/due, quindi, per qualsiasi sopravvenuta necessità, è sempre possibile interrompere l’itinerario senza il rischio di trovarsi sperduti o lontani da vie di comunicazione.

Martedì 16 aprile – ore 11.00 – pad 5 G4/7
Lessini Durello, tra arte & vino

Con il Lessini Durello si torna a parlare di cultura a Vinitaly. Dopo la felice collaborazione con il Festival dell’Estate Teatrale Veronese quest’anno sarà la scultura a farla da protagonista assieme all’artista e scultore Giuliano Negretto che, martedì 16 aprile alle ore 11.00, racconterà la sua arte, ispirata proprio al comprensorio produttivo del Lessini Durello.
Biodiversità, paesaggio collinare, coltivazione della vite saranno solo alcuni degli spunti che verranno affrontati da Negretto nel corso di una chiacchierata che dall’arte giungerà gradualmente al vino.

L’artista e il Calorismo
Giuliano Negretto, originario del Vicentino, è esponente di spicco del movimento del Calorismo, un termine coniato dallo stesso artista per identificare le opere realizzate
l’ausilio del cannello, principalmente utilizzando acciaio o altri metalli.
Il motto del calorismo è “Non è colore ma calore!”, in quanto i colori vengono sviluppati proprio dalle alte temperature prodotte dal cannello. Questo, oltre a sfiammare per colorare, viene sfruttato per modellare e plasmare a fuoco e a caldo, dando così un tocco di movimento e dinamicità che contraddistingue le opere di Negretto. Nello specifico, il calore della fiamma ossidrica permette di passare da un materiale freddo e inerte come l’acciaio alla realizzazione di opere uniche e
suggestive fatte di movimento e di colore, donandogli nuova vita.
Negretto predilige l’arte scultorea manuale, senza l’ausilio della tecnologia, a dispetto dei tempi moderni che tendono a sfruttare i computer e le stampanti in 3d. L’artista afferma la necessità di ritornare a riscoprire la grande maestria, di cui la storia è piena, la manualità abbinata all’esperienza ed il gusto estetico tipico della cultura italiana. Questo è il ruolo
del calorismo secondo il suo fondatore: rimettere in campo la storia e maestria Made in Italy, riproposta questa volta con materiali attuali e indistruttibili, più resistenti all’usura, abbinandoli ad un gusto estetico e all’eleganza.
Dialoga con l’artista Silvano Nicolato, vice presidente del Consorzio del Lessini Durello.

Martedì 16 aprile – ore 16.00 – pad 5 G4/7
Lessini Durello: bollicine autoctone

Le bollicine del Lessini Durello, lo spumante nato dall’uva Durella, vitigno autoctono coltivato sui Monti Lessini tra Verona e Vicenza, tornano protagoniste martedì 16 aprile alle ore 16.00 (pad 5 G6) con una degustazione guidata da Massimo Zardo, sommelier, divulgatore e Ambasciatore del Lessini Durello, finalizzata a raccontare ad appassionati e curiosi l’anima vulcanica di questo spumante declinato nella doppia versione charnat e poi Metodo Classico.
In abbinamento piccoli assaggi che bene bilanciano l’acidità e la freschezza del Lessini Durello: dalla soppressa vicentina al formaggio Monte Veronese per chiudere con il baccalà mantecato su crostini.

La DOC Lessini Durello
La denominazione del Lessini Durello, riconosciuta nel 1987, conta circa 430 ettari vitati ad uva Durella, distribuiti sulla fascia pedemontana dei Monti Lessini, tra Verona e Vicenza. Oggi le aziende associate al consorzio sono 34 e ogni anno viene prodotto circa 1 milione di bottiglie, di cui 750.000 con metodo Charmat e 250.000 con Metodo Classico.